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La Dea in cammino: le trasformazioni interiori in menopausa

Aggiornamento: 27 set 2022


L’età di mezzo non è uno stato ma un divenire, una metamorfosi: i sentimenti che emergono sono invisibili eppure presenti. L’arrestarsi del flusso mestruale è visto come un “giro di boa” e, se è vero che le emozioni che lo accompagnano sono tristezza, nostalgia, rimpianto e depressione, è altrettanto vero che la donna può cogliere quest’opportunità per giungere ad avere una rappresentazione di sé più evoluta.

La donna esprime il suo essere nel mondo, ed è inserita in un contesto sociale che nega il decadimento fisico e cerca di porvi rimedio a tutti i costi, invece di aiutarla ad adattarsi al nuovo stato.

La donna sperimenta una realtà interiore non razionalizzabile che necessita di empatia come unica chiave di accoglienza. La menopausa, se considerata al di fuori del paradigma strettamente biologico, assume una forte valenza simbolica.


Menopausa, una seconda adolescenza!

Il corpo che cambia crea insicurezza perché si confronta con una nuova identità. Proprio come quando attraversavamo l'adolescenza, anche durante il periodo della menopausa, proviamo disorientamento e timore di non riuscire a stabilizzare un coerente senso di sé. La menopausa e l’adolescenza sono fasi della vita in cui viene ridefinita l’identità femminile.

Essere un corpo che si trasforma e cambia senza che si possa intervenire in alcun modo a controllarne il processo, crea momenti di grande disorientamento interiore che, se condivisi ed elaborati, possono generare una crescita evolutiva. Queste fasi di cambiamento sottendono una “morte simbolica” che ridefinisce anche il rapporto con la natura e con la sua forza; non a caso nelle società antiche o tribali questi momenti erano sottolineati da riti di iniziazione e di passaggio. Nella nostra società sono invece vissuti in silenzio e in solitudine, negando alla donna l’elaborazione di questa fase di transizione.

È importante comprendere che, durante la menopausa, il quadro ormonale non ancora assestato influisce sullo stato d’animo producendo depressione, ansia, irritazione, risentimento, senso di inadeguatezza. Ma le donne non sono inadeguate ad affrontare le trasformazioni che le riguardano, trovano sempre nuove risorse e hanno la forza di ricominciare. Trovare un sostegno adeguato in questa fase, che aiuti a esplorare il proprio vissuto e a ritrovare la consapevolezza delle proprie risorse, può fare la differenza fra abbandonarsi all’autocommiserazione e ritrovare la propria assertività.


L'importanza dell'autostima in menopausa

Può sembrare banale affermare che in menopausa, così come in ogni altro momento della vita della donna, è importante avere una buona dose di autostima che permetterà di affrontare questa fase senza considerarla un’epoca di “privazione”, ma piuttosto un’opportunità per raccogliere “doni” importanti dalla vita.

Purtroppo, a volte, il nostro senso di autostima si fonda su presupposti sbagliati basandosi su componenti culturali e sociali che condizionano l’accettazione di sé all’approvazione degli altri.


Quando attraversiamo momenti di trasformazione, e come una crisalide lasciamo il bozzolo per diventare farfalle, vivere in una società che apprezza ali e colori sarebbe di aiuto.

Al contrario incontriamo continuamente chi, per paura della nostra bellezza e unicità, tende a rimandarci nel bozzolo o, quando va bene, ci mostra un prototipo di farfalla e ci dice: «Ecco, per essere ok devi somigliare a questa!».

Se ci aspettiamo che qualcuno là fuori ci dica quanto siamo belle, giovani, brave e di valore, porremo la sorgente della nostra autostima fuori di noi e ci sentiremo male quando qualcuno ci dirà il contrario, che non siamo abbastanza belle, capaci, all'altezza.

L'autostima, quella vera, è l'amore di sé, costruita e alimentata da noi. La sorgente è dentro di noi, è l'amore per noi stessi!


Se una donna entra in menopausa con bassa autostima vivrà disturbi fisici e modificazioni del proprio corpo in modo più drammatico.

Occorre che la donna impari a riconoscere il proprio ciclo e i propri ritmi, e che diventi consapevole che il suo modo di essere è unico.


Ridefinire il proprio ruolo

Può accadere che le donne che non hanno avuto figli o un partner, vivano la menopausa come una fase della vita in cui fare solo un bilancio fallimentare. Non è così, ma dirlo non serve se non si riesce a vedere la situazione dall’esterno, mettendo fra se stessi e la realtà un’adeguata distanza che permetta di essere obiettivi.

Si lascia sempre un segno nelle vite degli altri, anche se non si è madri o se manca un partner con cui condividere la vita. Nessuno percorre il mondo senza lasciare un segno, questo è un dato di fatto, ma imparare a diventarne consapevoli per riscoprire il valore di sé e avere voglia di condividerlo con gli altri, può migliorare il modo con cui si affrontano trasformazioni, non più considerate spirali discendenti, ma opportunità per rimettere in gioco parti di sé, sino a quel momento latenti.


Per le donne che hanno avuto figli le trasformazioni della menopausa arrivano in un momento in cui si modificano i ruoli genitoriali: i ragazzi crescono e diventano autonomi, il partner va in pensione e trascorre più tempo in casa, cambiando il propri ritmi quotidiani e, di riflesso, anche quelli della propria compagna; i genitori sono invecchiati e possono richiedere impegno e cura. Non è infrequente che, quando sono in corso le trasformazioni della menopausa, altri cambiamenti si sommino nella vita della donna: la trasformazione del corpo e dell’anima che avviene in questo periodo fa sì che si trovi in una terra nuova, con ruoli talvolta tutti da inventare.

Se osservata in quest’ottica, per la donna la menopausa può rappresentare una chance per ridefinire il proprio essere nel mondo, in base a ciò che le si muove dentro, alle consapevolezze acquisite con gli anni e in armonia con le altre trasformazioni che avvengono all’esterno.


La menopausa può essere un periodo in cui creare qualcosa di unico. Se i ruoli cambiano e ci travolgono nel loro divenire, invece di ancorarci al passato e cercare un modo per tamponare la situazione, lasciamoci travolgere e proviamo. Esploriamo noi stessi e un nuovo modo di essere, di sentirci, e forse troveremo la giusta strada per interpretare il nostro ruolo.







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