Tra il Maschile e il Femminile: il luogo dove nasce la vita interiore
- Valeria Sammaruca

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Ci sono momenti nella vita in cui sentiamo che qualcosa vuole nascere dentro di noi.
Non è ancora un progetto, non è ancora una decisione.
È più simile a un movimento sottile: un’immagine, un desiderio, una sensazione difficile da spiegare.
Eppure non sempre sappiamo come trasformare quel sentire in realtà. A volte restiamo nel sogno. Altre volte invece partiamo subito all’azione, ma qualcosa dentro rimane scollegato.
Nel lavoro con il Voice Dialogue ho imparato a riconoscere che questa tensione non è un errore. È il segno di un dialogo profondo tra due grandi dimensioni interiori: il femminile e il maschile.
Non sono categorie legate al genere.
Sono energie interiori che vivono in ogni persona.
Il femminile ascolta.
Il maschile muove.
Il femminile accoglie.
Il maschile definisce.
Il femminile sente ciò che vuole nascere.
Il maschile crea lo spazio perché possa esistere.
Quando lavorano insieme nasce qualcosa di vivo. Quando si separano, la vita perde densità.
Il movimento invisibile
Molti immaginano la crescita personale come un percorso lineare: prima capisco, poi decido, poi realizzo.
L’esperienza reale è diversa.
Dentro di noi esiste un movimento più antico e più naturale, una specie di ritmo profondo che accompagna ogni processo creativo. È come una ruota che gira lentamente, oppure come il respiro.
Tutto comincia con un momento di ascolto.
Non è un ascolto mentale. È qualcosa che passa attraverso il corpo, le sensazioni, le immagini interiori. È uno spazio in cui non stiamo cercando risposte ma permettiamo a qualcosa di emergere.
È un momento delicato, perché richiede fiducia.
Non sappiamo ancora dove stiamo andando.
Poi arriva il momento dell’azione.
Qualcosa dentro prende forma.
Diventa scelta, direzione, impegno.
È il maschile che entra in scena: la capacità di dire sì a qualcosa e no a qualcos’altro, di sostenere uno sforzo, di restare lungo la strada anche quando non è semplice.
Ma il movimento non finisce qui.
Dopo l’azione spesso arriva una fase più silenziosa. Una fase in cui qualcosa continua a lavorare dentro di noi anche quando sembra che non stia succedendo nulla.
Non sempre è una fase comoda. A volte ci sentiamo confusi, incerti, come se qualcosa stesse cambiando senza che possiamo controllarlo.
Eppure è proprio qui che avvengono le trasformazioni più profonde.
Poi, lentamente, emerge una nuova comprensione.
Non è solo capire con la testa. È una sensazione di coerenza, come se i pezzi iniziassero a stare insieme.
Possiamo vedere quello che abbiamo vissuto da una prospettiva più ampia. Possiamo coglierne il significato.
E senza accorgercene siamo pronti per un nuovo ciclo.
Se osserviamo questo movimento nel tempo ci accorgiamo di una cosa importante: non torniamo mai esattamente allo stesso punto.
Ogni volta siamo un po’ diversi.
Per questo il percorso interiore assomiglia più a una spirale che a un cerchio. Passiamo attraverso fasi simili, ma con una consapevolezza più ampia.
Il femminile continua a indicarci la direzione attraverso il sentire.
Il maschile continua a rendere possibile il movimento attraverso l’azione.
Tra questi due poli nasce lo spazio più prezioso: il centro, è lo spazio dell’Io Cosciente. È il luogo in cui possiamo ascoltare senza perderci e agire senza forzarci. Il luogo in cui non siamo dominati da una parte sola.
Nel Voice Dialogue questo spazio viene chiamato processo dell’Io cosciente.
Non è uno stato da raggiungere una volta per tutte. È una capacità che si sviluppa nel tempo.
La capacità di stare tra le nostre energie interiori senza identificarci completamente con nessuna.
Se ti fermi un momento e guardi la tua vita oggi, potresti chiederti:
Sto cercando di agire senza aver ascoltato davvero?
Oppure sto ascoltando senza trovare il coraggio di muovermi?
Spesso non abbiamo bisogno di fare di più.
Abbiamo bisogno di ristabilire il dialogo tra il nostro femminile e il nostro maschile interiori.
È da lì che la vita riprende a scorrere.




Commenti